“Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. Mt 25, 44-45
Il Mercoledì delle ceneri Gesù ci dava tre consigli. Uno di questi era l’aiuto sincero verso chi ha bisogno. Oggi il vangelo torna su questo punto in maniera molto forte. Quasi ci fa paura. Il pericolo di sentirci dire quelle parole lo corriamo tutti. Abbiamo sempre fretta, siamo pieni di urgenze e gli altri, con i loro bisogni, passano in secondo piano. Cerchiamo giustificazioni e queste diventano, con il tempo, una corazza insensibile.
Il dubbio però ci assale. Se questo è il giudizio universale, se sulla carità saremo giudicati, se solo la Carità alla fine rimarrà: io cosa sto facendo? Non è che corro e corro ma non aiuto veramente nessuno? Non è che sul mio cammino incontro tanti bisognosi e li lascio sul ciglio della strada in attesa di un buon Samaritano?
Magari la realtà non è questa. Magari un po’ da fare ce lo diamo. Però forse, oggi, di fronte a questo passo qualcosa in più lo possiamo fare…Visto che è Dio a chiedercelo negli ultimi.